23-11-2017
PROF. PIERGIORGIO SETTEMBRINI

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STENO-OCCLUSIONE AORTO-ILIACA.







L’occlusione iliaca bilaterale è dovuta all’arteriosclerosi che determina la progressiva ostruzione delle arterie fino alla loro completa occlusione. Questo determina una scarsa irrorazione dei tessuti a valle dell’occlusione, la cui sopravvivenza è possibile solo in presenza di un circolo collaterale sufficiente. La conseguenza di questa occlusione è una difficoltà alla deambulazione con insorgenza di crampi (claudicatio), la possibile comparsa di dolori a riposo e di lesioni gangrenose degli arti.

La soluzione possibile consiste nel “pontaggio” del vaso ostruito attraverso un by–pass che scavalchi l’occlusione. Questo intervento vascolare, che viene eseguito attraverso un’ampia apertura dell’addome, è importante e non privo di rischi; può essere necessario riattaccare vasi o arterie che originano dall’aorta ed irrorano vari organi del corpo.

Attualmente la mortalità per questo intervento è stimata tra il 2 ed il 5%. Le complicazioni che possono accadere durante e dopo l’intervento sono: emorragie, attacchi cardiaci, ictus apoplettico, danni a vari organi (reni, polmoni, cuore, fegato). La circolazione nelle gambe può rimanere alterata ed esiste il rischio di amputazione di uno od entrambi gli arti inferiori. Esiste la possibilità, seppure molto remota, di andare incontro ad una insufficienza renale, con rischio di doversi sottoporre a dialisi temporanea o permanente. Può verificarsi una colite ischemica, dovuta alla cattiva irrorazione dell’intestino. Sia pur raramente può risultare (per i pazienti maschi) una eiaculazione retrograda o addirittura una difficoltà all’erezione fino all’impotenza. Tale disturbo può essere temporaneo o permanente. La valutazione definitiva, qualora dovesse manifestarsi, potrà essere data dopo alcuni mesi. Un’infezione della protesi impiantata può verificarsi in una percentuale di casi tra lo 0,5 ed il 3%; questa evenienza è molto grave e spesso mortale



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