23-09-2017
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DIVISIONE
I posti letto della Divisione
sono 14 per i Pazienti acuti. Le stanze sono tre con quattro letti di degenza, sei con due letti di degenza ed una stanza con letti e poltrone per la terapia in day hospital. Inoltre è presente una stanza da pranzo per i pazienti, dotata di frigorifero, forno a microonde e televisore.
visite parenti
I parenti possono accedere
alle visite dei parenti dopo le 12 fino a sera senza alcuna restrizione di orario. Per i pazienti e i parenti sono disponibili una stanza soggiorno, due salottini lungo il corridoio della Divisione (durante l’estate questi stessi vengono trasferiti sui due ampi balconi della Divisione), biblioteche, radio, televisori, lettore di videocassette, DVD, musicassette e CD.
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PTA dei vasi periferici (arti superiori e inferiori o arterie viscerali).

 



La lesione responsabile della mia patologia potrebbe essere suscettibile di trattamento con PTA (dilatazione con palloncino): la certezza che tale trattamento sia possibile è valutabile solo in corso di esame angiografico, esame cui sarò sottoposto.


Questa indagine viene eseguita introducendo un catetere in una arteria del braccio o all'inguine, dopo avere eseguito una anestesia locale: con questo catetere viene iniettato un liquido (mezzo di contrasto) che serve per visualizzare le arterie del corpo.

La PTA (ANGIOPLASTICA TRANSLUMINALE PERCUTANEA) è una tecnica che consente di dilatare un segmento di un'arteria utilizzando un catetere che ha ad una estremità un palloncino.

Questo catetere, introdotto dopo una anestesia locale da una arteria del braccio o dell'inguine, viene posizionato mediante l'utilizzo di una guida metallica, in corrispondenza del segmento di arteria da dilatare. In alcuni casi, durante la procedura, si può verificare la necessità di applicare uno stent, cioè una specie di molla metallica, all'interno dell'arteria, liscia o rivestita di materiale protesico, allo scopo di mantenere l'arteria trattata aperta o realizzare una continuità vascolare in un segmento ostruito o affetto da lesioni di altra natura nelle quali può essere indicata l'applicazione di tale stent.


Si tratta di una tecnica ormai largamente applicata per il trattamento di stenosi segmentarie della arterie. Essa consiste nella dilatazione di tratti stenotici di arteria mediante l'impiego di appositi cateteri a pallone posizionati a livello della lesione. Questo tipo di trattamento garantisce in percentuali elevate (più dell’80% circa dei casi) il ritorno ad una normale funzione del vaso trattato. Tale risultato si mantiene poi anche a distanza di tempo essendo i risultati positivi anche a distanza di tempo.

I vasi arteriosi di calibro maggiore come le arterie iliache rimangono pervi più a lungo mentre le arterie di calibro minore come la femorale superficiale possono ricostruirsi più rapidamente. Le arterie tibiali, rimangono pervie per breve tempo a causa delle dimensioni del vaso e del tipo di lesione. A breve termine potrebbe quindi essere necessario un nuovo controllo angiografico e terapeutico oppure un intervento chirurgico.

Il posizionamento del catetere riproduce la tecnica usata per un semplice esame arteriografico che di solito precede il trattamento.

La procedura, pur avendo le caratteristiche di ridotta invasività, rispetto alla chirurgia, può comportare alcuni rischi. Alcuni di essi sono legati alla necessità di avere una via di accesso arteriosa: si possono infatti verificare lacerazioni dell'arteria, trombosi locali o dissecazioni dell'asse arterioso, lesioni queste che possono richiedere un trattamento chirurgico immediato. A questi possibili rischi se ne aggiungono altri che sono propri della metodica; in particolare si possono verificare occlusioni acute a livello dell'arteria dilatata o dissecazioni. Anche in questo caso si rende comunque necessario il trattamento chirurgico. In alcuni casi del tutto eccezionali e riportati nelle varie casistiche in modo episodico e numericamente modestissimo si può verificare la rottura del vaso sottoposto a trattamento con conseguente necessità di un trattamento chirurgico immediato.

Da segnalare infine la possibile comparsa di intolleranza al mezzo di contrasto (allergia con reazioni rare fino allo shock anafilattico) e le rare ripercussioni derivate dal suo impiego, peraltro obbligatorio, sulla funzione renale (comparsa o peggioramento di insufficienza renale). In alcuni casi al termine o prima della procedura, in presenza di occlusioni arteriose può essere indicato il ricorso a terapia trombolitica loco-regionale.

Per quel che riguarda le complicazioni a distanza occorre ricordare come si possono verificare restenosi.




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