23-09-2017
PROF. PIERGIORGIO SETTEMBRINI

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THORACIC OUTLET SYNDROME O SINDROME DELLO STRETTO TORACICO.

La sindrome dello stretto toracico superiore (TOS) con compressione del plesso brachiale e/o dei vasi arteriosi e venosi succlavi, provoca dolori all’arto superiore e turbe della circolazione nello stesso braccio, sia a riposo che durante attività fisica che preveda determinati movimenti

Questa compressione è determinata da una strozzatura del passaggio dei vasi e dei nervi a livello della sommità del torace che comprime queste strutture provocando una diminuzione del flusso sanguigno nell’arteria succlavia con ischemia dell’estremità dell’arto, un ingorgo del sangue refluo dal braccio nella vena succlavia con rischio di trombosi venosa profonda e dolori da irritazione nervosa irradiati lungo la spalla e l’intero braccio.

Per questa patologia l’intervento chirurgico consiste in un’asportazione della prima costa del lato interessato che costituisce uno dei lati del cingolo strozzante sopradescritto: la conseguente apertura di questa strettoia dovrebbe alleviare la sintomatologia in quanto toglie gran parte delle cause di compressione delle strutture vascolo-nervose anzidette.

L’intervento, eseguito in anestesia generale, avviene attraverso una incisione cutanea sul torace, a livello dell’ascella e da tale apertura viene asportata la costa interessata.

Esso non sempre risolve la sintomatologia dolorosa o ischemica o tromboflebitica e in letteratura medica questo evento oscilla tra il 10 e il 20 % dei casi.
Esiste inoltre un rischio del 10% di recidiva della sintomatologia dopo un periodo più o meno lungo di relativo benessere.

Le complicanze intra o post-operatorie principali sono la lesione da stiramento del plesso brachiale, la lesione dei vasi arteriosi o venosi a livello dell’apice toracico, lesioni del nervo per il muscolo grande dentato (un muscolo che ancora la scapola e che può determinare, se lesionato il fenomeno della scapola alata), lesioni del nervo frenico (che innerva il diaframma, muscolo importante per la respirazione), nonchè delle lacerazioni pleuriche di minor entità. Tutte queste complicanze risultano abbastanza rare e riguardano nel complesso circa il 3% dei pazienti trattati.






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